L’effetto attenuativo dell’atmosfera        



Lo spettro di energia solare ricevuto dalla superficie terrestre è diverso da quello di un corpo nero ideale alla temperatura del sole, poiché l’atmosfera non è un mezzo completamente trasparente alla radiazione solare. Una percentuale considerevole della radiazione proveniente dal sole, nell’atmosfera viene in parte assorbita, in parte diffusa e in parte riflessa nello spazio. La radiazione solare viene infatti attenuata essenzialmente da gas (atomici e molecolari), particelle (aerosoli) e nubi.
La radiazione è composta da una componente diretta ed una diffusa che e’ scatterata dalla atmsofera in ogni direzione (20-30% con cielo sereno, 100% condizioni di cielo coperto)
La componente diretta segue la legge di attenuazione di Beer che nella forma più semplificata si può dire che: l’intensità della radiazione che attraversa un mezzo dipende dalla quantità di materiale assorbente incontrato nel suo percorso ottico (cioè più grande la quantità del materiale assorbente incontrato, minore è la quantità di radiazione che arriva al suolo). Il percorso ottico dipende dall’angolo zenitale , che a sua volta dipende dalla posizione della Terra relativamente al Sole ed è quindi funzione della latitudine e del tempo.
La componente diffusa viene definita attraverso il modello di trasferimento radiativo.
La legge di attenuazione fornisce una relazione per il flusso di radiazione solare diretta di lunghezza d’onda  che si propaga attraverso l’atmosfera:

I=Ioqm
dove Io è la radiazione all’apice dell’atmosfera, q è la tramissività (pari allo spessore ottico locale), m è un fattore che dipende dall’angolo tra lo zenit locale e il sole.
Il più semplice modello di atmosfera diffondente è quello in cui le particelle diffusive sono tutte di dimensioni più piccole della lunghezza d’onda della luce incidente. Tale criterio (teoria di Rayleigh) ben si adatta alle molecole dei gas atmosferici. L’efficienza della diffusione atmosferica e’ dipendente dalla lunghezza d’onda della luce , nel senso che le onde corte sono più diffuse di quelle lunghe, questo e’ il motivo per cui il cielo appare di colore blu.
Quando le dimensioni delle particelle sono paragonabili alla lunghezza d’onda (aerosol) e’ necessario usare la teoria di Mie. In questo caso la radiazione diffusa e’ variabile in funzione della direzione.
 

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