Meteofoto

 

Meteofoto dedicato ai fenomeni meteorologici, alla neve, alle nuvole, alle fotografie degli eventi meteo: dalla  pioggia alla grandine, dalla neve ad un arcobaleno, ad un tramonto, ad un cumulonembo maestoso. Con carte meteo e fotografie.   

home temporali nowcasting nuvole Nubi convettive Nubi cumuliformi forum

 

Meteo:

Nowcasting

Mappa dei fulmini

Intensità fulminazioni

Radar delle Piogge

Temperature 

Previsioni

Radar Landi

Neve

Modelli Meteo     

Link di meteorologia e siti amici

Foto di fenomeni atmosferici:

Nubi cumuliformi 1

Nubi cumuliformi 2

Cumuli e cumulonembi

Nuvole convettive del 24maggio2007

nuvole varie

Nevicata 26-27 gennaio 2006

Neve26-27 gennaio parte2

nuvole e tramonto dai forti di Genova

Arcobaleno

Nuvole&Mare

"la Macaia"

Nuvole al tramonto*

Paesaggi

nevicate

cirri

cumulonembi

         Ultima immagine dal satellite
 

 (cliccare sull'immagine per vedere l'ingrandimento)

 

    Mappa delle fulminazioni in Europa

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

 

 
   
    Radar delle piogge per il Nord Ovest.
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
         

           Il tempo previsto per oggi                                       Tempo previsto per domani

< >   >

 

Pagine didattiche sulle nuvole:

-"cosa vi piace allora straordinario sconosciuto?"

-"le nubi...le nubi in movimento.... là.... All'orizzonte....Magnifiche nubi"

CHARLES BAUDELAIRE, 1862

Nuvole  di V. Levizzani (cnr)

Nubi convettive    

Celle e streets

Nubi frontali

Nubi Alto-

Nubi lenticolari e pileus

Onde di lee

Föhn, cirri da föhn e cirri da onde di montagna                          

Ma la semplice opera di classificazione delle nuvole, dipendendo principalmente dall'occhio rapido nel cogliere forma e colore, e dal possesso di uno stile filosofico di pensiero, è ancora tra noi; e in tutto il mondo, dovunque ci siano scienziati, le nuvole sono ancora indicate coi nomi con cui le chiamò. 

"THE FRIEND" ,1864

Pileus

Cumulus castellatus e floccus

Nubi a onda (billows)

Altostratus

Nubi di ghiaccio

“Buchi” dei fallstreaks

Cirrostratus

Cirrocumulus

Cirrus

Cumulus

Nubi “nuove” e “vecchie”

Disposizione spaziale delle nubi

Linee ed agglomerati

"-Vedi quella nube laggiù simile ad un cammello?

-Si, per la santa Messa par proprio un cammello.

-Eppure mi fa pensare a una donnola.

-In effetti, è curva come una donnola.

-o una balena.

-proprio uguale a una balena."

WILLIAM SHAKESPEARE, 1600      Amleto, atto III, scena II

Streets

I grandi cumuli

Pioggia calda

Cumulonimbus- Cumulonembi

Tipi di cumulonembo

Cella singola

Multicella

Supercella

La convezione invernale

 

Il tempo estremo e l’ambiente temporalesco

Tipi di temporali e loro organizzazione                            

"Sono le nuvole celesti,dee protettrici degli sfaccendati. A loro dobbiamo l'intelligenza, la dialettica e la ragione"

ARISTOFANE 420 A.C.  Nubes

Intensità di un sistema temporalesco

Confronto del severe storm con il tipico cumulonembo

Il temporale multicella

La supercella

La squall line

Altri tipi di eventi estremi

Il dryline storm

Organizzazione del temporale

I moti dell’aria alla scala temporalesca

Caratteristiche dell’inflow

La rotazione ed il tornado

Caratteristiche dell’outflow

Le “mamma” o cumulus mammatus

Relazioni tra le mamma e l’ambiente del temporale

 

Il vento:

"Ogni lode a Beaufort, che ha usato e introdotto questo sintetico metodo di stima approssimata tramite una scala, espressa in numeri anzichè in vaghe parole, all'inizio di questo secolo. Grazie alla cortesia della sua famiglia, li abbiamo ora davanti a noi, sul giornale di bordo della H.M.S.Woolwich, di suo pugno, datati 1805."

ROBERT FITZROY, 1863, The Weather Book

LA SCALA BEAUFORT DEI VENTI

L'atmosfera terrestre

 

La neve

Come si forma la neve

I fiocchi di neve

Struttura dei fiocchi di neve

 

I temporali

 

Il clima nel mondo  (dove trovare una breve descrizione del clima per ogni paese del mondo)

 

ELEMENTI DI CLIMATOLOGIA E METEOROLOGIA

 

Articoli meteo-didattici sulle nubi convettive e sulle nubi cumuliformi a cura di Alberto Gobbi

Articoli meteorologici a cura di Massimo B.(webmaster)

 

    

<>             <>                              

 

 

I cumulonembi -  Cumulonimbus                         

Caratteristiche strutturali

Il cumulonembo (cumulonimbus o thunderhead) è una grande nuvola a sviluppo verticale con una base scura e piatta ed una cima in genere parzialmente ghiacciata che è estesa spesso sottovento come un incudine (anvil).  Al centro c’è un updraft organizzato che ha già sollevato la nube fino ad uno strato stabile che rappresenta il suo tetto di crescita verticale, normalmente la tropopausa. È una nube che viene creata come conseguenza di una profonda instabilità potenziale e del sollevamento di aria calda e umida in un ambiente localmente favorevole. Ciò accade quando le condizioni favorevoli (calore, umidità, instabilità) si combinano con un meccanismo scatenante come il sollevamento topografico, il raffreddamento in quota, la convergenza al suolo, o la presenza di un fronte, di una linea di aria secca (dryline), ecc...

Se “smontassimo” il cumulonembo classico troveremmo il “nocciolo” (core), l’anvil e le strutture di inflow/outflow. Il core è una regione attiva ad elevata precipitazione che si forma in un forte e continuo updraft con velocità medie di 10-30 m s-1. Allo stadio maturo esiste anche un downdraft più debole, ma ugualmente organizzato ed importante, normalmente appena avanti l’updraft quando c’è uno shear verticale del vento. La struttura dell’inflow e dell’outflow varia grandemente da cella a cella. L’ouflow si può estendere molto in avanti rispetto al core con venti di superficie che spirano più o meno nella stessa direzione del moto della cella. In altri casi l’outflow si muove con il temporale, mostrandosi all’improvviso al passaggio del core, o può essere lasciato indietro nella scia come una fresca brezza che spira in uscita dalla nube. Il downdraft, che non è altro che aria che è stata trascinata giù dalla pioggia e raffreddata per evaporazione, raggiunge il suolo e si espande all’esterno come un sottile strato di outflow. L’espansione si può estendere ad alcune dozzine di chilometri, specialmente se aumentata da moti verso il basso lungo i versanti delle montagne, e può sopraggiungere come un vento freddo da una direzione abbastanza scorrelata da altre condizioni locali. L’inflow è confinato ad una regione più piccola, spesso vicina alla parte posteriore della cella, ed è individuata da un gruppo od una linea di grandi cumuli in crescita che alimentano il core e si fondono con esso, rimpiazzandolo quando maturano. La maggior parte dei cumulonembi sviluppano un anvil sottovento poichè i venti al top della nube sono più forti di quelli ai livelli intermedi. Meno frequentemente l’anvil si forma al di sopra della cella, ma si può intravedere soltanto come una nube lasciata indietro dalla cella, la quale si muove in avanti spinta dal flusso più forte ai bassi livelli. L’anvil si espande sia in avanti che lateralmente con l’arrivo di sempre più aria alla sommità, e poi si allontana dalla sorgente. È una parte molto interessante da osservare in quanto è soggetta a continui cambiamenti. Si espande verso l’esterno sotto forma di un velo dalla fine tessitura dove le goccioline d’acqua evaporano lasciando soltanto i cristalli di ghiaccio. Questo fenomeno gradualmente assottiglia e rende più luminoso il velo dell’anvil e contribuisce a trasportarlo sempre più lontano dalla sorgente. Questo settore di atmosfera è molto freddo (-20÷-40°C) e costituisce un ambiente molto ostile alla presenza di acqua liquida. Il raffreddamento dello strato nuvoloso unito ad una continua crescita di cristalli di ghiaccio dovuta al calo della pressione di vapore trasformano rapidamente l’anvil in un mantello ghiacciato che reca impressi molti segni permanenti della sua primitiva formazione. Nel caso di una sorgente convettiva stazionaria l’anvil può talvolta essere, in taluni punti sottovento, l’unico indizio di eventi precedenti distanti centinaia di chilometri. L’anvil può darci anche informazioni sulla velocità di accrescimento della cella. Updrafts deboli si estenderanno in avanti con anvil abbastanza spessi e gibbosi. Alla temperatura di -10°C l’acqua può anche non ghiacciare per ore mentre a -40°C il ghiacciamento è quasi istantaneo. Il secondo caso è più tipico di nubi con un forte updraft e la subitanea formazione di molti cristalli di ghiaccio uguali fra loro da origine ad un anvil più liscio ed uniforme. Gli updrafts che incontrano un improvviso shear del vento molto al di sopra del livello di ghiacciamento formano anche loro anvil uniformi dai contorni molto netti e definiti. Sia lo shear molto forte come il rapido ghiacciamento agiscono in modo da regolare gli effetti più variabili dei moti di updraft/downdraft.

 

Perchè ogni cumulonembo è unico

 Tutte le nubi sono in qualche modo uniche nel senso che i loro dettagli costitutivi non si ripetono mai esattamente, anche se le somiglianze prevalgono all’interno di un singolo tipo di nube. Il cumulonembo riempie pesantemente la terza dimensione (e la quarta ⎯ il tempo) e ciò da luogo ad un numero illimitato di possibili forme, dimensioni e colori che si possono osservare. L’umidità influisce sull’instabilità la quale a sua volta si riflette sull’altezza della nube che è sottoposta a diversi effetti delle forze di shear ai singoli livelli, con il risultato di produrre risultati diversi per ogni insieme di condizioni iniziali. Ci possono poi essere altre variabili che contribuiscono all’effetto finale. Cambiando anche uno solo dei parametri il risultato muta sensibilmente. Le condizioni cambiano anche durante il corso della giornata. Un acquazzone precoce con un anvil basso sottrae potenziale ad un possibile temporale del tardo pomeriggio con updraft tanto intenso da raggiungere la stratosfera. Tutto ciò che occorreva era un pò più di calore al mattino. Sotto l’influsso delle correnti a getto le variazioni delle condizioni al contorno di giorno in giorno variano moltissimo, ma quando le condizioni in quota sono stazionarie celle separate possono sembrare molto simili. Ciò è particolarmente vero per nubi isolate molto spaziate per le quali non è possibile alcuna interazione.

 

Ciclo vitale tipico

Il cumulonembo medio inizia come una grande torre cumuliforme o come un aggregato di torri che continua a crescere ed organizzarsi in una massa più o meno unica con un singolo, grande updraft che normalmente è di oltre 10 m s-1. Occasionalmente questa nube si forma dalla convezione ai medi livelli (altocumulus castellatus) in aria che è divenuta instabile a seguito dell’avvezione di aria fredda in quota. L’accelerazione dell’updraft dovuta al rilascio del calore latente organizza le termiche separate e genera un inflow che trascina verso l’interno il flusso ai bassi livelli per chilometri intorno. Questo stadio iniziale è caratterizzato dal fatto che tutta l’aria è in ascesa e che le gocce di pioggia che si formano sono mantenute in alto nell’updraft.

 

 

Lo stadio maturo è iniziato dall’apparire della precipitazione (che può richiedere anche 8-15 min per raggiungere il suolo) e dai primi effetti del ghiacciamento al top. Buona parte della precipitazione in formazione è sopraraffreddata, ma richiede un certo tempo per trasformarne abbastanza in cristalli di ghiaccio da dare origine ad un anvil fibroso visibile. Il ghiacciamento non incomincia se le temperature non sono molto al di sotto dello zero ed avviene più velocemente quando è più freddo e le gocce sono più grosse. Un thunderhead in rapida crescita resiste alla trasformazione in ghiaccio perchè molte piccole goccioline riempiono la sua cupola in ascesa. Ciò mette a disposizione anche un grandissimo quantitativo di acqua sopraraffreddata per la formazione della grandine. Una volta che le più grandi idrometeore ghiacciate in caduta iniziano il ciclo di formazione, i chicchi di grandine crescono per cattura di queste goccioline, facendole ghiacciare per contatto. Le dimensioni del chicco sono determinate anche dalla possibilità che ha l’updraft di mantenere il chicco in sospensione per il tempo necessario a farlo diventare grande. Una notevole quantità di precipitazione che raggiunge il suolo durante un temporale deriva dallo scioglimento dei chicchi di grandine. Si possono osservare gli hailshafts che hanno la forma di strisce verticali luminose all’interno dei veli della pioggia e nelle vicinanze dell’updraft. Lo stadio maturo, con tutte le caratteristiche citate al loro culmine, può durare anche soltanto 10 min. Il violento rilascio della precipitazione crea un downdraft che o fa collassare l’updraft o lo fa spostare di posizione. Quando ciò accade la nube originaria entra nella fase di dissipazione. Un forte shear in quota porterà lontano davanti alla cella gli effetti del downdraft, ma con venti non molto forti quest’aria fredda può arrivare senza preavviso in superficie come una violenta folata che si espande per formare un gust front. Quest’ultimo è un mini fronte freddo, normalmente accompagnato da banchi di nubi, basse, scure ed informi. L’outflow e la pioggia continuano, ma si attenuano gradualmente. La base della nube si innalza notevolmente perchè le idrometeore sono più facilmente evaporate nell’aria in discesa che viene riscaldata adiabaticamente, e tutti i segni di ulteriore convezione sono rimpiazzati da nuvolosità a medio ed alto livello. D’altro canto il sistema temporalesco può anche continuare, ripetendo il processo con il suo updraft che ha nel frattempo cambiato di posto.

 

Tipi di cumulonembo

La vecchia teoria sui cumulonembi o temporali recitava che esistono soltanto due tipi basilari, frontale o da massa d’aria. La ricerca più recente suggerisce che questa è una eccessiva semplificazione, la quale non tiene conto del ruolo dei vari contributi di entità variabile o dei processi di crescita e rigenerazione. Il termine “massa d’aria” è particolarmente fuorviante poichè implica casualità per un evento per il quale molti effetti concomitanti debbono combinarsi in maniera esatta. Il suo verificarsi non è casuale, ma soltanto difficile da prevedere. Un approccio potrebbe essere di raggruppare queste nubi in base alla forza del loro updraft. L’updraft è dominante quando molto forte, bilanciato dal downdraft quando è soltanto sostenuto, e rimpiazzato dall’outflow quando debole. Ciò funziona bene per un approccio analitico, ma è meno “tipo” che “processo” dal momento che tutti i tre tipi di updraft possono verificarsi durante l’evoluzione di un temporale o addirittura simultaneamente in una determinata area. Tutti i cumulonembi hanno una struttura basilare a cella dove “cella” si riferisce ad un updraft organizzato e dotato di una sua unicità. Una suddivisione in relazione al grado di organizzazione presente nel temporale è più logica in quanto ben si correla con quanto si osserva, sia con il radar che visivamente nel cielo. Questo approccio crea le classi di cella singola, multicella e supercella.

 

Cella singola

Il tipo “cumulonembo a cella singola” descrive essenzialmente la crescita ed il collasso di una singola cella di updraft. Può cominciare come una torre cumuliforme più robusta del normale od emergere nel cuore di un aggregato di torri più piccole di uguali dimensioni che diventano una cella più grande. Il ciclo vitale di un updraft di altezza intorno ai 10 km può essere dell’ordine della mezz’ora. Non sono molto comuni poichè le condizioni favorevoli per la convezione normalmente permettono un flusso più continuo di termiche, e si verificano più frequentemente quando l’instabilità è meno profonda o quando i venti in quota sono più leggeri. Il collasso della cella può dare inizio a nuove celle lungo il confine dell’outflow, ma sarebbero comunque eventi separati ed indipendenti.

 

Multicella

La maggior parte dei cumulonembi sono di tipo multicella. Questi ultimi differiscono dal tipo a cella singola per la presenza di una serie di pulsazioni di updraft separati che mantengono uno stato più o meno stazionario per quanto riguarda la forza e la struttura globale della nube. Queste pulsazioni possono variare dalle decine di secondi alle decine di minuti ed essere osservate ed identificate come torri separate in ascesa. Ciascuna può far parte di una base solida ed unica, ma matureranno come eventi separati, apportando il loro contributo distinto alla struttura di precipitazione del temporale ed a quella dell’anvil. Il sistema nuvoloso è altamente variabile quando si considerino forza, lunghezza degli intervalli e numero delle pulsazioni. È altresí un ottimo ambiente per osservare il ciclo vitale convettivo in continua evoluzione.

La supercella

Il cumulonembo supercella è un sistema nuvoloso particolare con caratteristiche alquanto inusuali, quasi autonome. Lo vedremo in dettaglio nella prossima sezione sui temporali dalle caratteristiche estreme.

 

La convezione invernale

I cumulonembi possono nascere anche quando le temperature sono al di sotto dello zero se esiste una sorgente di calore nelle vicinanze e le condizioni sono di instabilità. Una situazione di questo tipo potrebbe essere rappresentata da aria calda in avanzamento in quota sulla verticale di aria fredda in superficie, come può succedere davanti ad un fronte caldo. Un’altra situazione si presenta quando l’aria fredda si trova a passare su acqua a temperatura molto più alta come per esempio sugli oceani alle medie latitudini o sui grandi laghi nel tardo autunno o primo inverno. Può sembrare una forzatura includere la versione molto meno spessa invernale nel termine cumulonembo, ma nondimeno essi mostrano molte delle stesse caratteristiche delle loro controparti estive. Essi meritano un trattamento a parte poichè la combinazione inusuale di aria artica e di calde ed umide termiche causa la formazione di nubi ugualmente inusuali. Un ambiente ideale sono i Grandi Laghi dell’America del Nord dove i contrasti estremi nelle temperature dell’interfaccia aria-acqua sono abbastanza comuni nella stagione fredda. In condizioni secche e stabili ciò porta alla formazione di uno strato poco profondo di cumuli e stratocumuli su ciascun lago. Al crescere dell’instabilità lo strato di nubi diviene più profondo e può arrivare a 4-5 km (con temperature da -20 a -30°C) sotto forma di celle piuttosto forti prima di incontrare l’inversione.

 

Cumulonembo (cumulonimbus)

Imponente Cb calvus con tendenza a ghiacciamento della sommità sulla sinistra della foto
Photograph courtesy Michael Bath and Jimmy Deguara Australian Severe Weather
www.australiasevereweather.com

 

home temporali nowcasting nuvole Nubi convettive Nubi cumuliformi forum