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Celle e streets                                            

 

Se la convezione non è molto vigorosa, come spesso è il caso sul mare dove la temperatura superficiale non diviene cosí elevata come sulla terra e cambia più lentamente, e allo stesso tempo si appiattisce su uno strato stabile, lo stratocumulo forma celle abbastanza uniformi in dimensioni su un’ampia area. Al trascorrere del tempo le celle spesso crescono in larghezza, cosí che iniziando con una larghezza di 1 o 2 km quando la regolarità è apparsa inizialmente possono allargarsi fino a 100 km senza un’apprezzabile aumento di profondità dello strato che le contiene. Tali larghe celle sono caratteristiche di venti leggeri. Quando c’è vento moderato o forte le sole celle che durano senza cambiamenti se non sono precipitanti sono le streets. Sono allineate lungo la direzione del taglio del vento (wind shear) che è la stessa del vento vicino alla superficie. Le streets danno un’indicazione molto chiara della direzione del vento nelle immagini da satellite. La larghezza delle streets cresce sottovento ma non raggiunge le dimensioni delle grandi celle. La crescita in larghezza è associata all’aumento di temperatura superficiale come quando l’aria si sposta dal ghiaccio o superficie marina fredda a superficie calda, o dal mare all’entroterra durante il giorno. Le celle assumono molte forme diverse. Talvolta sono chiuse e pressate le une accanto alle altre. Queste hanno le correnti ascensionali più forti nel mezzo, dove il top della nube è più alto, e moto discensionale intorno ai bordi. Nubi di questa forma indicano che lo strato stabile al top è molto sviluppato e ferma bruscamente la crescita verso l’alto delle termiche. Indica inoltre che c’è poca o nessuna subsidenza nello strato e nessuna precipitazione dalla nube; in caso contrario apparirebbero spazi più ampi tra le nubi come risultato del riscaldamento o della perdita di acqua liquida dalla nube. Ai bordi di celle molto grandi esistono spesso indicazioni di moto ciclonico dove l’aria al top della regione di discesa converge nelle correnti discendenti. In questi casi la perdita di calore per radiazione dal top dello strato è importante nella stessa misura del guadagno dal mare più caldo, e chiamiamo questo fenomeno convezione discendente fredda per contrasto con la convezione ascendente da una superficie calda. In molti casi, come per la nebbia marina, dove l’aria si muove verso il mare più freddo e si raffredda piuttosto che riscaldarsi, la radiazione raffredda continuamente lo strato al top ed il mare, paradossalmente, riscalda l’aria cosí da diminuire la velocità di raffreddamento. Celle aperte compaiono soprattutto quando le nubi producono pioggia. Non appena la pioggia cade nell’aria libera la raffredda evaporandovi dentro. Ciò produce una corrente discendente (downdraft) che è aumentata dal peso della pioggia che trascina con sè l’aria allorchè raggiunge la sua velocità terminale di caduta. Il downdraft si apre sulla superficie e la copre con uno strato di aria raffreddata che deve essere riscaldata da nuove termiche prima che nuovi cumuli possano apparire in essa. In questo modo una gran parte di ogni cella è libera da nubi.

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