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La convezione invernale            

I cumulonembi possono nascere anche quando le temperature sono al di sotto dello zero se esiste una sorgente di calore nelle vicinanze e le condizioni sono di instabilità. Una situazione di questo tipo potrebbe essere rappresentata da aria calda in avanzamento in quota sulla verticale di aria fredda in superficie, come può succedere davanti ad un fronte caldo. Un’altra situazione si presenta quando l’aria fredda si trova a passare su acqua a temperatura molto più alta come per esempio sugli oceani alle medie latitudini o sui grandi laghi nel tardo autunno o primo inverno. Può sembrare una forzatura includere la versione molto meno spessa invernale nel termine cumulonembo, ma nondimeno essi mostrano molte delle stesse caratteristiche delle loro controparti estive. Essi meritano un trattamento a parte poichè la combinazione inusuale di aria artica e di calde ed umide termiche causa la formazione di nubi ugualmente inusuali. Un ambiente ideale sono i Grandi Laghi dell’America del Nord dove i contrasti estremi nelle temperature dell’interfaccia aria-acqua sono abbastanza comuni nella stagione fredda. In condizioni secche e stabili ciò porta alla formazione di uno strato poco profondo di cumuli e stratocumuli su ciascun lago. Al crescere dell’instabilità lo strato di nubi diviene più profondo e può arrivare a 4-5 km (con temperature da -20 a -30°C) sotto forma di celle piuttosto forti prima di incontrare l’inversione.