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Intensità di un sistema temporalesco                    

La forza di un temporale non è cosí facilmente definibile come sembra. La definizione di temporale estremo (severe storm) secondo i suoi effetti su di noi coinvolge la presenza di grandine di grosse dimensioni, danni da forti venti, alluvioni, etc... D’altra parte l’intensità si può riferire di più alla struttura del temporale, alla sua velocità di crescita ed alle caratteristiche interne. Questi aspetti, che includono le velocità di updraft/downdraft, l’altezza del top della nube, la definizione ottica del profilo dell’anvil, etc..., sono più facilmente riscontrabili visivamente e danno la possibilità all’osservatore di riconoscere la forza del temporale da una certa distanza. Anche se la severity e l’intensità sono concetti paralleli, non sono per questo completamente sinonimi. Alcune nubi possono avere un aspetto maestoso ed imponente, ma produrre soltanto deboli acquazzoni temporaleschi, mentre altre nubi assai meno spettacolari danno luogo a danni di grandi proporzioni a causa della grandine e del vento.

La forza è parzialmente un fatto di grado di intensità, ma dipende anche dal fatto che il temporale sviluppi una sua vita propria, un’indipendenza che risulta apparente nell’organizzazione globale del sistema. I requisiti perchè un sistema diventi severe sono abbastanza stringenti e soltanto una piccola percentuale dei temporali li possiedono. Tutti i fattori necessari ⎯ un appropriato profilo di vento e temperatura nell’atmosfera, una grossa riserva di energia disponibile (ingredienti locali), ed un alto grado di organizzazione ed efficienza (struttura) ⎯ debbono essere presenti ed operare insieme in modo costruttivo. Nella maggior parte dei casi ciò significa un accumularsi delle condizioni favorevoli per molti giorni di seguito, seguito da un rapido deteriorarsi della stabilità in quota. Più lunga è l’accumulazione delle condizioni favorevoli senza diluizione nell’ambiente circostante o più è repentino il cambiamento della stabilità, più estreme sono le condizioni ed i contrasti che si vengono a creare. Un temporale che si formi a questo punto prenderà la propria energia da questa vasta riserva e dominerà l’atmosfera. Molti eventi estremi sono isolati perchè l’assenza di convezione nelle vicinanze conserva la massima possibile riserva di calore ed umidità per quel dato temporale che si formerà. Nel seguito discuteremo la struttura dei temporali estremi più studiati, cioè quelli delle Grandi Pianure del Nord America, ma le loro caratteristiche si applicano quasi interamente anche agli eventi delle altre parti del mondo.

La circostanza ideale per un temporale di tipo severe vede un’alta pressione in lento movimento a tutti i livelli che scivoli gradualmente verso est consentendo all’aria di scaldarsi in modo continuo sotto un’inversione stabile per alcuni giorni. Venti di superficie da sud o sud-est aumentano i livelli di umidità, ma aria secca permane in quota e si ha una persistenza di condizioni di cielo sereno. I venti virano con l’altezza da sud-est in superficie, a sud ai medi livelli, fino a sud-ovest od ovest sopra i 5 km, e si rafforzano con l’altezza, specialmente sopra gli 8 km. Questo shear del vento produce un updraft inclinato che trasporta in avanti la precipitazione in formazione, la quale cade poi libera dalla colonna d’aria in ascesa, eliminando il rischio di un collasso prematuro dell’updraft. I venti che virano favoriscono anche una sovrapposizione dell’aria più fredda e secca in quota con la calda ed umida aria di superficie, creando un’interfaccia più netta. Una volta che gli ingredienti sono tutti presenti, altri fattori scatenanti avviano il sistema verso il suo destino. La convergenza in superficie o l’innalzamento dovuto ad un fronte nelle vicinanze od a terreno sopraelevato possono causare la formazione del temporale o renderlo più forte, spingendolo verso il tipo severe. Celle separate possono unificarsi in un unico temporale molto grosso od una cella può cambiare repentinamente direzione, segnalando in tal modo un aumento di intensità. Normali temporali possono anche divenire estremi quando il loro ambiente di sviluppo è favorito da circostanze concomitanti come ad esempio quando un flusso di aria più calda o più umida entra nell’updraft. Le cause non sono sempre evidenti, ma i loro effetti possono essere sempre identificati dai cambiamenti delle caratteristiche della nube.