Nubi Alto-
Il prefisso alto- è utilizzato per indicare che la nube non si è formata per ascesa dalla superficie, ma si è sviluppata a seguito di movimenti di masse d’aria molto più in alto ed ha un livello di condensazione molto al di sopra della più bassa delle basi delle nubi. La definizione ufficiale originaria attribuisce questo prefisso a nubi di medio livello che siano più alte di cumuli e stratocumuli, ma non abbastanza alte da essere chiamate cirri, ed inoltre non ghiacciate. Questo divenne sinonimo di tutte le nubi tra due altitudini specificate anche se i limiti appropriati non sono gli stessi per tutte le condizioni climatiche. Ve ne sono diverse da descrivere.
Altocumulus
Non esiste una distinzione visuale netta tra gli stratocumuli degli anvils e gli altocumuli che possono essere stati originati in anvils a quota superiore o da sollevamento in prossimità di un fronte. La maggior parte degli strati umidi nei quali tali nubi si ritrovano sono stati originati precedentemente da anvils o a causa dello shear sulla verticale di una “torre di umidità” formata da un cumulo molto grande un giorno o due prima. Gli altocumuli sono molto influenzati dalla radiazione in onda lunga (infrarossa) in ingresso ed in uscita dalla loro superficie superiore ed inferiore. Il raffreddamento al top produce una convezione verso il basso che conferisce allo strato un aspetto cellulare. Questi strati appaiono e scompaiono a distanza di ore od anche di giorni cosí che alcune di queste strutture cellulari sono strutture “fossili” di umidità dall’apparizione precedente. Le goccioline emettono su tutto un intervallo di lunghezza d’onda mentre l’aria libera emette soltanto in quelle stesse bande dove assorbe, ed in queste il calore può essere assorbito o ceduto soltanto molto lentamente. In questo modo il top della nube emette alle lunghezze d’onda per le quali l’aria libera è trasparente ed è raffreddato per perdita di calore verso lo spazio. Questo fatto induce una forte inversione al top della nube. Alcuni strati sono cosí sottili che è possibile sentire il calore del sole che vi penetra attraverso e quest’ultimo scalda il terreno anche se un po’ più lentamente di quanto non farebbe se le nubi non fossero presenti. Il terreno poi emette più fortemente e ciò contribuisce a scaldare la base della nube: in un caldo giorno d’estate l’acqua si scalda in questo modo ed evapora nel giro di un’ora o due.