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Organizzazione del temporale 

Durante il giorno c’è una tendenza alla diminuzione del numero delle nubi convettive e dei temporali contemporaneamente ad un aumento delle loro dimensioni e della loro forza. La disposizione ultima ed il tipo di temporali che ne emergono sono determinati ovviamente dai fattori predominanti che sono in gioco nell’atmosfera. Uno sviluppo precoce (non soggetto ad inversione) produce molte celle più piccole di più o meno uguale forza fino a che, eventualmente, una o due di esse emergono sulle restanti. Se il fattore predominante in atmosfera è un moto lineare in superficie, abbiamo una squall line.

Se tutta un’area è coinvolta, si formerà un agglomerato di celle che può maturare in un complesso alla mesoscala. Le strutture presenti evolvono anche durante il loro ciclo vitale da un tipo ad un altro con la modifica dell’ambiente circostante da parte dei loro processi, mettendo in atto una serie di azioni reciproche. Quando queste azioni vanno nella direzione di aumentare le caratteristiche favorevoli dell’ambiente, come quando un agglomerato di celle genera un’area locale di convergenza in superficie, un sistema molto più grosso ne emergerà. Più tardi, quando l’outflow di questo sistema inizia a prendere il sopravvento sull’inflow, può decadere ancora una volta ad una più debole squall line.

Alcune multicelle si intensificano raggiungendo per un breve periodo lo stato di supercella, e i dryline storms possono svilupparsi in qualche altro tipo quando si muovono verso est in aria più umida. Le manifestazioni del sistema possono anche modificare l’ambiente in modo da prevenire ulteriore convezione provocando una prematura morte del sistema. Il moto del sistema avviene normalmente per passi discreti ed è strettamente legato al bilancio che si sposta continuamente tra l’inflow e l’outflow. Se il sistema si muovesse interamente con il flusso (non molto comune) l’aria potrebbe sia entrare che uscire dalla parte anteriore. Nella gran parte dei casi c’è uno sbilanciamento che lo forza a spostarsi leggermente da una parte e questo, combinato ad una vasta serie di passi di propagazione, porta ad un numero praticamente infinito di possibilità. Di più, la vicinanza di fronti o di altre caratteristiche importanti a livello locale può anche contribuire a cambiamenti nel moto forzando la nuova crescita ad avvenire in maniera selettiva.

L’esempio migliore da osservare e studiare è un severe storm isolato, tutto solo in una vasta porzione di cielo sereno. Questo può avere luogo quando una forte inversione è indebolita o localmente sollevata causando la rottura della cappa in quota. Una volta che questi eventi hanno iniziato, non collassano subito e possono continuare fino a tardi nella notte come circolazione auto-sostenentesi che controlla l’ambiente per un centinaio di chilometri all’intorno. L’inflow e le caratteristiche della nuova crescita determinano il moto del sistema. Nel caso normale ciò significa uno spostamento a destra delle correnti prevalenti occidentali (westerlies; l’opposto nell’emisfero sud) e questi temporali sono chiamati “right-movers”. Un altro tipo, i “left-movers”, può essere originato quando la nuova crescita si trova sulla facciata sottovento del flusso in superficie. Per esempio, un sistema sottoposto a venti da nord-ovest in quota e da sud in superficie può avere il core del suo updraft in corrispondenza della sua facciata nord-ovest, provocando uno spostamento verso nord. Per superare gli svantaggi di un tale moto in allontanamento dalla sorgente dell’inflow questi temporali normalmente procedono ad una velocità più elevata e sono cosí difficili da seguire come ingannevoli da interpretare. Possono inoltre produrre tornadoes ed altri effetti estremi che vanno e vengono altrettanto rapidamente.

I left-movers sono più comuni come parte di un temporale che si divide, dove un inflow del sistema originale si separa lentamente in due parti. Ciascuna di esse procede indipendentemente, con quella a destra che diventa o rimane più robusta. La rimanente normalmente rimane debole o muore abbastanza in fretta. I temporali si possono organizzare in agglomerati (clusters) quando condizioni più o meno uniformi esistono in una data area. Il cluster è più facile da riconoscere da un satellite o dal radar e mostra un insieme di temporali abbastanza simili separati da cielo libero o da sottile materiale dell’anvil. Da una certa distanza, alcuni dei suoi membri potrebbero essere scambiati per torri separate di una multicella con un elevato periodo di pulsazione.

Un altro esempio di struttura alla scala più grande è il mesoscale convective complex (MCC). Esso può iniziare come un singolo temporale o cluster, ma una volta innescato agisce come un sistema simbiotico con elementi separati interagenti fra loro in un modo più o meno stazionario. Nel suo stadio iniziale, i suoi elementi ancora distinti possono essere severe. Più tardi matura divenendo un complesso massiccio ed uniforme con un anvil molto esteso e celle incorporate. Durante questo stadio appare una debole rotazione a grande scala ai medi livelli per mantenere una convezione debole, ma continua. Il sistema decadrà poi (talvolta il giorno successivo ed a distanza di un migliaio di chilomteri) in un’area di pioggia leggera.