Cause dei temporali
Gli ingredienti che permettono lo sviluppo di una cella temporalesca sono
fondamentalmente:
- aria calda e umida nei bassi strati
- aria secca negli strati alti della troposfera.
L'aria calda ed umida presente al suolo viene sospinta verso l'alto,
dall'arrivo di aria più fredda che ci si incunea sotto raffreddandosi e quando
raggiunge la quota di saturazione condenserà rilasciando calore latente il quale
fornirà l'energia essenziale per conferire la forza convettiva necessaria
affinché l'updraft del sistema possa accelerare verso l'alto.
Un indice per valutare la quantità di vapore acqueo a livello del suolo è la
temperatura del punto di rugiada ( dew point). Quanto più il suo valore si
avvicina alla temperatura effettiva dell'aria tanto più l'atmosfera sarà carica
di umidità. Una situazione meteorologica veramente afosa ed opprimente la si può
avere per esempio quando la temperatura effettiva dell'aria è di 35°C ed il
punto di rugiada (dew point) è di 27°C. La quantità di vapore acqueo presente
negli alti strati viene registrata per mezzo dei radiosondaggi. Un altro
metodo,pur non essendo un metodo scientifico, per valutare la quantità di vapore
acqueo negli alti strati dell'atmosfera può essere l'osservazione delle scie
lasciate dagli aerei. Ricordando che la scia lasciata da un aereo non è altro
che una nube cirriforme dovuta al contrasto termico fra l'aria fredda
circostante e quella calda rilasciata dai motori possiamo dire che una scia
molto lunga è indice di stabilità atmosferica e alto tasso di umidità. Al
contrario una scia corta è sinonimo di atmosfera instabile e tasso di umidità
molto basso. Quando le condizioni sopra citate (aria secca in quota e caldo
umida al suolo) vengono a mancare o risultano essere insufficienti anche il
passaggio di un fronte freddo può non dar luogo a fenomeni temporaleschi. In
presenza delle condizioni sopra citate anche in condizioni di alta pressione si
può avere la formazione di celle temporalesche.
Instabilità atmosferica.
Quando la temperatura diminuisce, con l'aumentare della quota, con maggior
velocità rispetto al raffreddamento adiabatico secco e cioè con valori superiori
a 1°C ogni 100 metri. In presenza di instabilità atmosferica quindi l'aria calda
al suolo viene invitata a salire essendo più leggera di quella che la circonda.
Atmosfera neutrale.
Quando invece la temperatura diminuisce, con l'aumentare della quota, con
velocità pari velocità al raffreddamento adiabatico secco e cioè di 1°C ogni 100
metri di quota, si ha che l'aria in risalita ha la stessa temperatura di quella
che la circonda. L'atmosfera è quindi neutrale e le termiche che si formano
salendo perdono energia mescolandosi all'aria circostante.
Stabilità atmosferica.
Quando la temperatura diminuisce, con l'aumentare della quota, con minor
velocità rispetto al raffreddamento adiabatico secco e cioè con valori inferiori
a 1°C ogni 100 metri. In questo caso la termica sarà composta da aria più
pesante di quella circostante e la bolla d'aria tenderà a scendere verso la sua
posizione iniziale.
Una termica si stacca dal suolo quando l'atmosfera circostante è instabile, ma
se l'umidità relativa risulterà insufficiente essa non riuscirà a creare una
nube che aggregandosi poi ad altre darà origine ad una cella temporalesca. E'
necessario quindi avere un' umidità relativa generalmente superiore al 40%-50%
(più alta è l' umidità al suolo più alto sarà il punto di rugiada) in modo da
facilitare alla termica il raggiungimento del suo punto di condensazione.
Occorre anche che non ci siano strati di aria più stabile e secca che
frenerebbero l'ascesa della termica.
Riassumendo, per la formazione di un temporale occorre che:
Innesco dato da un qualsiasi moto verticale che sollevi l' aria oltre il punto
di condensazione e in molti casi oltre il punto di libera convezione (questo
livello sarà più basso quanto maggiore sarà l' umidità di quella massa d'aria);
Umidità relativa sufficientemente alta al suolo che consenta il continuo
approvvigionamento di aria caldo-umida alla termica;
Assenza di strati di inversione e strati di aria secca fra il suolo e l'alta
atmosfera;
Assenza di venti forti (generalmente superiori a 40 km/h) che inibiscono la
formazione della termica.