Flanking line
La flanking line è una linea di cumuli medi e cumuli congesti connessi alla
parte più attiva di una supercella o comunque di un temporale anche se non
mesociclonico. La flanking line si estende verso l'esterno del nucleo principale
del temporale, in direzione Sud- Sudovest, assumendo un aspetto a gradini con i
cumuli congesti più alti che gradualmente diminuiscono in altezza, con
l'aumentare della distanza dal centro del sistema temporalesco, in quanto l'outflow
diventa sempre più debole e l'aria calda sale sempre meno in altezza.
La flanking line si sviluppa secondo la genesi di un temporale a multicella in
cui le torri si formano una davanti all'altra grazie alle precipitazioni ed alle
correnti discensionali della cella temporalesca matura precedente. In un
temporale mesociclonico le nubi che compongono al flanking line tendono ad
essere risucchiate all'interno del nucleo principale mentre in un temporale con
caratteristiche non mesocicloniche la flanking line tende a viaggiare ai lati
del nucleo più intenso. La flanking line, come detto, viene risucchiata dalla
cella temporalesca madre che verrà rigenerata dagli stessi cumuli ormai maturi.
La flanking line nella supercella generalmente coincide con lo pseudo cold front
e non indica necessariamente la presenza di forti updrafts ma dimostra una buona
organizzazione del sistema temporalesco che riesce ad estendere la propria
influenza su una vasta area. In particolari condizioni la flanking line può
generare temporali indipendenti dalla cella madre. Sull'immagine di un satellite
la flanking line appare come una "virgola" di color bianco brillante che esce
dalla parete meridionale del temporale. Essendo formata, a volte, da cumulonembi
o grossi cumuli congesti, la flanking line può essere visualizzata anche sui
tracciati radar relativi all'intensità delle precipitazione e generalmente,
muovendosi verso sud est potrebbe trarre in inganno perché la cella temporalesca
madre potrebbe muoversi verso est- nord est. Infatti la particolarità di questa
formazione multicellulare è dovuta al fatto che include contemporaneamente tre
movimenti:
1) movimento dell'updraft lungo l'asse di sviluppo, solitamente nord est verso
sudovest, a causa della rigenerazione
2) risucchio più o meno accentuato ad opera dalla cella madre
3) movimento della flanking line verso sud est se la cella madre si sposta verso
est o nord est.
Per elaborare una previsione affidabile dello spostamento della Supercella
occorre concentrare la propria attenzione sul movimento della rain free base più
vicina alla zona delle precipitazioni. La rain free base occupa la parte
meridionale del sistema temporalesco in cui non si verificano precipitazioni
(essendo una zona con forti correnti ascensionali) e coincide con la base scura
ed orizzontale della flanking line.
Squall line o linea di groppo
La Squall line, conosciuta anche come linea groppo, è l'originaria denominazione
del fronte freddo e consiste in una stretta e lunga fascia di temporali con un
continuo e ben sviluppato Gust front sul bordo principale della linea.

Il Gust front, avanzando verso est, irrompe con potenti outflow e forma una
piccola cella di alta pressione chiamata "mesohigh" larga 20-30 km. Durante il
suo percorso l'aria densa e più fredda solleva l'aria calda ed umida residente
al suolo iniziando così un ampliamento, per convezione complessa, in cui celle
fra loro vicine si consolidano in una torreggiante Squall line formata da larghi
temporali allineati secondo la direzione del vento dominante. La convezione
complessa libera un'enorme quantità di calore latente e di umidità in grado di
generare un mesociclone a "cuore caldo" che può perdurare per parecchi giorni.
La Squall line si sviluppa sulla linea di separazione fra l'aria calda ed umida
presente al suolo e l'aria più fredda e pesante spinta da un fronte freddo
posizionato ad una distanza compresa fra i 100 ed i 300 Km. L'Aria fredda e
secca solleva l'aria calda ed umida andando a formare un una serie di
cumulonembi allineati e disposti parallelamente rispetto al fronte freddo
avanzante. Tutto questo accade quando il cuneo di aria fredda è ben definito e
relativamente giovane mentre nel caso in cui il fronte freddo è in frontolisi o
è un fronte freddo secondario la disposizione dei cumolonembi assume una
linearità molto meno netta. In genere in una Squall line il downdraft si colloca
subito dietro all'updraft per cui è frequente osservare, nella zona di contatto
di queste due correnti, un'imponente shelf cloud, soprattutto nei mesi estivi,
prodotta dall'aria fredda discendente che porta a condensare parte del vapore
acqueo contenuto nella corrente ascendente. La Shelf cloud rimarrà adiacente
alla base dei cumulonembi muovendosi con essi. Il passaggio di una Squall line è
sempre seguito da un repentino aumento della pressione atmosferica, da un
considerevole aumento della visibilità e da un consistente calo termico. La
formazione di una Squall line è prerogativa del passaggio di un fronte freddo
nei mesi più caldi dell'anno anche se non è da escludere una sua nascita durante
il passaggio di un fronte freddo particolarmente intenso nei mesi autunnali o
invernali. Naturalmente in quest'ultimo caso non si formeranno celle
temporalesche. Al transito di una Squall line si hanno dapprima venti molto
forti (Gust front) che precedono il bordo attivo del sistema formato da rovesci
di pioggia e grandine (le precipitazioni più intense si hanno dietro l'updraft)
seguiti da una vasta area di nubi stratiformi dalla quale può cadere una leggera
pioggia. Durante il transito nelle ore diurne una Squall line appare come un
alto muro di nubi avanzanti con cirri e falsi cirri posizionati davanti ai
Cumulonembi. Lo sviluppo delle celle temporalesche avviene nell'estremità Sud
della linea, la parte centrale è occupata da un'enorme incudine che si estende
davanti ai corpi verticali dei cumulonembi, mentre il dissolvimento delle celle
risiede nell'estremità nord. Una Squall line può provocare precipitazioni
grandigene con chicchi di medie o grandi dimensioni, deboli tornado (tromba
d'aria), eventuali alluvioni lampo nel caso in cui le celle temporalesche che la
compongono sono stazionarie o molto lente ed i downburst quando si formano in un
ambiente con forti venti alle quote medie. Può capitare che un downburst
estremamente intenso acceleri una porzione della Squall line portandola davanti
al resto della linea producendo un bow echo (un eco lineare ma curvato verso
l'esterno a forma di arco) individuabile da un tracciato radar ma impossibile da
osservare visivamente. I venti più intensi generalmente interessano il centro
del bow echo e sul suo fronte settentrionale potrebbe addirittura svilupparsi un
debole tornado.Anche dalle celle temporalesche più intense, posizionate a sud o
sud ovest della Squall line, potrebbero generarsi delle trombe d'aria perchè
essendo in una zona in cui l'aria al suolo è calda e molto ricca di umidità,
crescono molto e tendono ad assumere le caratteristiche di una supercella. La
lunghezza di una Squall line è molto variabile ma sempre nell'ordine delle
centinaia di chilometri e si sviluppano in un "canale" prefrontale parallelo
(solitamente secondo un asse nord-sud) al fronte feddo avanzante e precedendone
l'arrivo ad una distanza compresa fra 100 e 300 chilometri. La larghezza della
Squall line può variare da un minimo di 20 ad un massimo di 50 chilometri. La
velocità di spostamento di una Squall line è nell'ordine dei 25 nodi cioè circa
45 chilometri orari.