TEMPORALE A CELLA SINGOLA                       

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Ciclo vitale di un temporale a cella singola


Il temporale è costituito da un’insieme di celle temporalesche il cui diametro non supera quasi mai i 10 km. Ogni cella temporalesca ha un proprio ciclo di vita le cui fasi possono essere così riassunte:
Stadio di formazione o fase di cumulo
A seguito dell'innesco (che a seconda della natura del temporale può cambiare), l'aria calda ed umida presente al suolo viene sollevata (inflow). Quando la massa d’aria raggiunge e supera la quota di condensazione (Dewpoint) inizia la formazione della nube (cumulus mediocris). Grazie al rilascio del calore latente durante la condensazione la massa d’aria subisce un riscaldamento che favorisce ulteriormente la sua risalita e ne aumenta la velocità verso l’alto. Durante questa fase le intense correnti ascendenti all’interno della nube (updraft) mantengono in sospensione le goccioline d’acqua o i cristalli di ghiaccio.



                 


Cumulus mediocris                                                    Cumulus congestus

 


                                                                                
L’updraft dai 10-15 km/h iniziali alla base della nube, si porta rapidamente ai 35 km/h quando giunge a 2000-3000 metri di altezza. Lo sviluppo verticale della nube, che trasforma il cumulos mediocris in cumulus congestus, sta ad indicare che non ci sono strati di aria calda stabile e nemmeno strati di inversione.
 

 


Cumuloninbus calvus


La velocità di risalita aumenta ancora riuscendo, in molti casi, a raggiungere i 100 km/h. La nube cresce e diventa come una pompa che risucchia aria calda dal basso (updraft) che poi si raffredda alla sua sommità. Il cumulus congestus si trasforma in cumulunimbus calvus.
 


Lo stadio di maturità
Spinta dalle forti correnti ascensionali la bolla d'aria continua la sua veloce risalita fino a quando la sua temperatura è maggiore di quella dell'aria che la sovrasta. La nube può raggiungere estensioni verticali nell’ordine dei 10000 - 12000 metri. Quando la sommità del Cumulonimbus calvus raggiunge il limite della troposfera inizia a diffondersi orizzontalmente non appena incontra le correnti a getto (jet stream) che la spezzano facendole assumere la tipica figura a incudine (Cumulonimbus capillatus o Cumulonimbus incus).

 





Durante questa fase le goccioline di pioggia soprafuse o i cristalli di ghiaccio vengono sollevati dalle correnti ascensionali (updraft) fino alla sommità della nube e giunte in corrispondenza della divergenza orizzontale, uscendo dalla traiettoria verticale delle correnti ascensionali, cadono verso il suolo (downdraft) ma incontrano nuovamente le correnti ascensionali esterne alla nube (inflow) che le risucchiano portandole nuovamente all’interno (updraft). Questi cicli di salita e di discesa continuano a ripetersi accrescendo le dimensioni della gocciolina di acqua o del cristallo di ghiaccio.
 


Cumuloninbus capillatus

 



Cumuloninbus incus
 



Quando la dimensione ed il peso di ogni singola goccia è tale per cui le correnti ascensionali non sono più in grado di sostenerle, all’interno della nube, cadono al suolo.
Siamo in presenza dello stadio di totale maturità (cumulunimbus incus) in cui le precipitazioni piovose o grandinigene nella loro discesa trascinano con se l’aria andando a creare le correnti discensionali fredde (downdraft) che giunte a terra divergono al suolo (outflow) manifestandosi in pericolosi colpi di vento. Le precipitazioni relative sono a carattere di rovescio accompagnate da lampi, tuoni e a volte grandine se il temporale è particolarmente intenso. I violenti moti verticali in seno alla massa d'aria generano anche un altro effetto: la separazione delle cariche elettriche positive e negative con la conseguente generazione di enormi differenze di potenziale all'interno della nube e tra nube e suolo. Sembra essere questa la causa dei fulmini. La durata totale di questa fase è mediamente nell’ordine dei 30 minuti.
 

Lo stadio di dissolvimento


Si raggiunge quando la discesa di aria fredda e più secca (downdraft) gradualmente prende il sopravvento sulla risalita di aria caldo-umida (updraft). Si interrompe così l’apporto di vapore acqueo alla cella temporalesca. Le precipitazioni piovose diminuiscono di intensità e gradualmente si esauriscono. La cella temporalesca collassa e la nube cumuliforme si dissolve almeno parzialmente
Non sempre si giunge alla fase di dissolvimento in tempi brevi in quanto può capitare che i forti venti presenti in quota modifichino le correnti all'interno della nube facendo si che l'aria fredda raggiunga il suolo distante dal nucleo originario e forzi un nuovo sollevamento di aria caldo-umida. In questo modo, in una sorta di reazione a catena, la cella temporalesca si rigenera su nuove aree e si allunga la durata complessiva dei fenomeni (tipico nei temporali prefrontali).
Le celle temporalesche si presentano in successione lungo la direzione del vento e lo sviluppo di una nuova si genera quando l’ultima è nella fase di pioggia e le correnti fredde discendenti (outodraft e outflow) sono attive. Questa corrente di aria fredda si incunea sotto l’aria caldo-umida, presente al livello del suolo, e sollevandola innesca un nuovo stadio di formazione (o cumulo).

 

Descrizione del movimento delle correnti durante il temporale.

In base al diverso “innesco” che permette il loro sviluppo i temporali possono essere divisi in due categorie:
 

-Temporali frontali

-Temporali di masse d’aria