Temporali frontali                                         

 Torna alla HomePage di MeteoFoto 

Torna a I Temporali

 

 


Generati dal sollevamento di masse d’aria lungo le superfici frontali a loro volta sono classificati come:
 

-Temporali da fronte freddo


Sono i più violenti e generati dall’aria fredda che incuneandosi sotto l’aria calda la solleva bruscamente innescando il moto convettivo che porterà alla formazione della cella temporalesca. L'aria caldo-umida stagnante al suolo viene forzatamente sollevata da un cuneo di aria più fredda che accompagna al suolo il passaggio di un fronte freddo. La massa d'aria sollevata viene posta nelle condizioni di liberare la propria instabilità mediante una rapida condensazione e con la conseguente cessione di calore latente. I temporali da fronte freddo si possono formare a qualunque ora del giorno interessando vaste aree con precipitazioni anche violente ed una sensibile diminuzione delle temperature. Questi fenomeni temporaleschi di norma sono preceduti da una situazione di atmosfera opprimente (afa) e da una diminuzione della pressione anche sensibile dovuta al sollevamento dell'aria caldo-umida a cui segue, dopo l’esaurimento delle precipitazioni, una brusca risalita della pressione atmosferica, temperatura in forte calo ed ottima visibilità dovute al rovesciamento a terra dell'aria fredda.
 

 

-Temporali di fronte caldo


Generalmente si sviluppano a quote superiori rispetto ai precedenti quando una massa d’aria instabile risale la superficie di un fronte caldo. Si generano cadute di pressione lente e graduali ed un aumento, anche considerevole, della temperatura dopo il suo passaggio. Se, durante i mesi estivi, il fronte caldo in transito è molto consistente (nuvolosità stratificata compatta) sarà molto probabile che anche il fronte freddo, che di norma lo segue, sia molto intenso. Grazie al gradiente termico elevato è molto probabile lo sviluppo di temporali prefrontali se in coda al fronte caldo compaiono nubi a sviluppo verticale indice di atmosfera potenzialmente instabile.
 

-Temporali prefrontali


Si formano, nel settore caldo di un sistema depressionario attivo, dopo il passaggio del fronte caldo e prima dell'arrivo del fronte freddo. Poichè nel settore caldo di un ciclone attivo l'aria presente nei bassi strati è estremamente calda ed umida si rende disponibile una notevole quantità di energia che si potrà trasformare in fenomeni molto violenti. Generalmente i temporali prefrontali si organizzano lungo mesolinee che si muovono parallelamente davanti al fronte freddo in avanzamento con direzione che da Ovest-Sudovest vanno verso Est-Nordest. I temporali prefrontali possono tuttavia assumere anche forma tondeggiante. Se il fronte freddo è abbastanza vigoroso e veloce esercita un effetto spinta sulla massa d’aria calda che lo precede innescando per riflesso cumologenesi molto avanzate che aumenteranno lo spessore effettivo del fronte stesso. Quando si forma un minimo depressionario (termico) si potrà avere un conveyor belt. Il conveyor belt è evidenziato da una fila di cumuli, stratocumuli o fractocumuli (i tre tipi di nubi si presentano contemporaneamente quando il valore del Dewpoint è molto elevato) piuttosto bassi che dal mare si spostano velocemente verso terra, apportando aria molto calda ed umida, su una direttrice Sudest nordovest. Il conveyor belt lo si può immaginare come un fiume d'aria, avente una larghezza di circa 100 km, con limitato spessore e correnti abbastanza forti nell’ordine dei 50-70 Km/h, lungo il quale si formano i temporali prefrontali e che ne seguiranno il moto. Le celle temporalesche che nasceranno avranno l’asse verticale obliquo (dovuto alla velocità di spostamento in quota del conveyor belt) quelle potenzialmente le più pericolose perché possono essere accompagnate da forti colpi di vento e caduta di grandine.
Le prime celle temporalesche, durante lo stadio di dissolvimento ma prima del collasso, tenderanno a figliarne altre lungo la direzione del vento dando vita ad una linea temporalesca (squall line) secondo un processo detto retroazione dinamica. Le correnti discendenti all’interno della cella temporalesca (downdraft) ed associate alle precipitazioni una volta raggiunto il suolo si trasformano in correnti orizzontali (outflow) il cui bordo avanzante (gust front) solleva nuova aria che, in condizioni di temperatura ed umidità favorevoli, origina una nuova cella temporalesca.